INGEGNERIA TISSUTALE

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La perdita e l’usura del tessuto cartilagineo rappresentano un importante problema per l’ortopedico che si trova a trattare un crescente numero di giovani praticanti sport di ogni tipo e livello ed una popolazione di individui anziani ma ancora attivi che non accettano importanti limitazioni funzionali. Come noto, il danno cartilagineo prelude all’artrosi che produce danni irreversibili alle nostre articolazioni.

Fino ad oggi l’unica soluzione, inaccettabile nel giovane, era la sostituzione dell’articolazione danneggiata con una protesi artificiale, intervento demolitivo e comunque con una durata limitata nel tempo.

Nel giovane una lesione cartilaginea rappresenta una condizione molto invalidante e di alto costo sociale; oggi le nuove tecniche di bio ingegneria tissutale sono una soluzione terapeutica rivoluzionaria ed innovativa: la rigenerazione del tessuto danneggiato.

Si e’ passati dal concetto di terapia cellulare a quello di bio ingegneria tissutale con la creazione di supporti tridimensionali che garantiscono una buona distribuzione e crescita di cellule prelevate dallo stesso individuo e messe in coltura o di cellule staminali e fattori di crescita midollari.

Negli USA il problema e’ molto sentito ed il governo americano ha stanziato enormi fondi a sostegno di ricerche sulle cellule staminali e la creazione di tessuti bio-ingegnerizzati.

Tali nuove tecnologie potrebbero radicalmente cambiare il trattamento di importanti patologie cardio vascolari, sistemiche (diabete, malattie reumatiche) e neurologiche (distrofia muscolare, alzeimer). L’ingegneria tissutale e la possibilita’ di potere impiegare cellule multipotenti potrebbe trasformare l’approccio corrente all’invecchiamento articolare: non sostituzione dell’articolazione danneggiata mediante una protesi ma rigenerazione del tessuto cartilagineo.

Recentemente la Wake Forest University a Winston Salem in North Carolina ha organizzato un importante Congresso sulla “Tissue Engineering” cui hanno preso parte i maggiori esperti americani e sono stati invitati un rappresentante Europeo ed uno Asiatico per fare il punto mondiale sulle ricerche.

E’ stato piacevole constatare che per l’Europa e’ stato invitato il Dr. Alberto Gobbi, unico italiano appartenente al Consiglio direttivo dell’International Cartilage Reseach Society che ha presentato i risultati di uno studio multicentrico italiano nel trattamento delle lesioni cartilaginee con tessuto bioingegnerizzato prodotto da una azienda italiana all’avanguardia nel settore: la FAB che fa parte del gruppo Fidia.

L’esperienza italiana ha suscitato notevole interesse tant’e’ che il Dr. Gobbi e; subito stato invitato in Canada dall’ Arthroscopy Association of North America ed e’ entrato a far parte di una “task force” internazionale per la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie per il trattamento delle patologie cartilaginee.


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