UN CEROTTO DI STAMINALI CURERA’ IL GINOCCHIO INFORTUNATO?

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Il recente articolo "un cerotto di staminali salvera’ il ginocchio" pubblicato dal corriere della sera ha innescato una serie di lettere e richieste, le piu’ varie, che mi ha confermato, se mai ce ne fosse bisogno, che sono moltissimi gli sportivi che hanno problemi articolari.

L’atleta chiede tantissimo alle sue articolazioni e quindi inevitabilmente va incontro a una perdita di volume articolare passando da un’articolazione normale a un’articolazione patologica , gia’ Galeno 2000 anni fa diceva che gli atleti osano troppo!
Ognuno di noi a seconda dell’eta’, costituzione fisica ed allenamento ha la sua "envelope of function " ovvero, dobbiamo muoverci, allenarci e far sport all’interno della nostra "envelope" o "campo di azione" altrimenti ci ammaliamo.
Il maschio atletico, giovane, che pratica uno sport professionistico ha un range di spostamento ampio e potra chiedere tantissimo alle sue articolazioni. Ma se prendiamo una persona non piu’ giovane od un atleta cui ad esempio sono stati asportati i menischi, il campo di azione ovvero lo stress cui potra’ sottoporsi ,senza subire danni sara’ decisamente ridotto.
Per fare un esempio un’ora di corsa a piedi in un soggetto giovane, atletico, non ha nessun effetto sull’articolazione, ma lo stesso stress per uno sportivo recentemente infortunatosi o senza i menischi potrebbe essere una dose troppo intensa.
Oggi si fa strada il bio-ortopedico un nuovo medico che non accetta piu di sostituire con componenti protesiche le articolazioni danneggiate ma cerca di prevenire il danno, mantiene l’atleta all’interno della propria "envelope" ed elimina in questo modo un precoce invecchiamento articolare.
Oggi si cerca di favorire la guarigione dei tessuti naturali o addirittura rigenerare il tessuto, partendo dai precursori ovvero i cosiddetti "fattori di crescita" e le cellule staminali di cui si sente sempre piu’ parlare.
Per fare un esempio, possiamo prendere dei condrociti, cioe’ le cellule costituenti la cartilagine, coltivarli al di fuori del corpo umano, seminarli su un tessuto bio ingegnerizzato e ritrapiantarli nell’organismo per sostituire una zona lesionata.
Possiamo farlo in qualsiasi punto del corpo?
Teoricamente si; ci sono pero’ dei distretti dove e piu semplice e piu comune farlo, come il ginocchio e la caviglia. Il nostro approccio e’ completamente cambiato: fino a pochi anni fa,si toglievano i menischi, nello sportivo che aveva una piccola lesione, si toglieva il menisco e si diceva: "tolto menisco, tolto il dolore".
Con il passare degli anni abbiamo visto che tutti i soggetti meniscectomizzati andavano incontro ad un aumento di pressione sulla cartilagine e successivo deterioramento articolare, quindi il danno vero e proprio, l’artrosi. Prevenzione per noi e’ dire "salviamo i menischi".
Prevenzione significa non minimizzare le lesioni che possono sembrare "lievi" e guarire da sole, come? Sottoponendosi ad una Risonanza magnetica dopo un trauma od un episodio distorsivo che determini dolore e tumefazione dell’articolazione.
Quando abbiamo una lesione cartilaginea anche se piccola, dobbiamo assolutamente convincere l’atleta a dare il tempo necessario perche’ questa lesione guarisca. Ad esempio togliendo il carico dell’articolazione e camminando con l’aiuto di stampelle per un periodo di tempo, facendo sport nell’acqua cosi’ come la riabilitazione in acqua ovvero idroterapia; assumendo sostanze di cui fino a poco tempo fa si sapeva poco come la cartilagine di squalo, la glucosamina, il condroitinsolfato, che negli stati uniti si comprano nei supermercati come le caramelle.
Il nostro organismo ha gli elementi per riparare, proteggere la cartilagine stessa.
Si apre una nuova frontiera,la medicina rigenerativa che potrebbe rappresentare un grande investimento per il futuro e fare risparmiare enormi costi alla collettivita’ evitando un abuso di impianti protesici e prolungando la vita attiva e la pratica dello sport anche dopo gravi infortuni.
La medicina rigenerativa sta vivendo un momento "magico" ed i continui studi sulle potenzialita’ delle cellule mesenchimali staminali hanno chiariti gli innumerevoli campi di impiego, ora ci si sta muovendo verso il possibile impiego di cellule allogeniche (da donatore)
In USA vi sono gia’ laboratori in grado di produrre Growth Factors mediante ingegneria genetica e non e’ escluso che tra qualche anno sara’ persino possibile trovarli in "farmacia"!

Molte affezioni traumatiche e non potrebbero essere trattate in un futuro ormai prossimo in modo completamente diverso rispetto ad oggi e molte persone potrebbero tornare a sorridere! Il mio pensiero va agli sfortunati piloti costretti in carrozzella: chissa’ anche per loro potrebbe aprirsi un briciolo di speranza.


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