LA LESIONE DELLA CUFFIA DEI ROTATORI

(RIABILITAZIONE => STAMINALI)

La spalla è un’articolazione piuttosto complessa dotata di una grande mobilità su tutti i piani di movimento. La sua stabilità è dovuta a fattori muscolari più che articolari propri ed i movimenti sono regolati da un delicato equilibrio di forze muscolari e movimenti articolari di cui, forse più di altre articolazioni, bisogna assolutamente tenerne conto in riabilitazione.

Il programma riabilitativo dopo intervento di riparazione della cuffia dei rotatori della spalla ha durata variabile a seconda dei seguenti fattori:

- Età del paziente
- Grandezza della lesione
- Tipo di lesione (traumatica o degenerativa)
- Forza e grado di mobilità della spalla
- Richieste funzionali del paziente
- Tipo di tecnica chirurgica


Gli scopi della rieducazione sono:

- Minimizzare gli effetti della immobilizzazione
- Evitare eccessivo stress sui tessuti riparati
- Progredire nel rispetto dei tempi biologici di guarigione e a seconda dei progressi del paziente

Abbiamo formulato un programma riabilitativo indicativo che abbiamo suddiviso e schematizzato per comodità in 4 fasi :

1a FASE : Può variare dalle 3-4 settimane e comprende il periodo post-operatorio. In questo periodo l’articolazione è protetta da un tutore tipo Desault o a braccio abdotto 20° che può essere rimosso solo per effettuare fisioterapia.

Evitare l’instaurarsi di rigidità e ripristinare corretto ritmo scapolo-omerale sono gli obiettivi da porsi in questa fase.

Le sedute devono essere quotidiane, anche 2 volte al giorno nelle prime 3 settimane. Fondamentale ed importante, è l’idroterapia. La spinta di Archimede dell’acqua infatti si sostituisce al tutore e permette una più facile e precoce mobilizzazione dell’articolazione mentre la temperatura dell’acqua (34° C) ha effetti miorilassanti sulle eventuali contratture muscolari che possono insorgere.

A secco il terapista può effettuare tecniche di micromobilizzazione della testa omerale e della scapola, evitando la rotazione interna.

Esercizi attivi dei fissatori della scapola possono essere già introdotti ed è utile la mobilizzazione passiva autoassistita in flessione ed extrarotazione della spalla con il classico pendolo di CODMAN per ricreare spazio scapolo omerale.

In tale fase sono vietati i movimenti attivi se non quelli a carico dei fissatori della scapola. La crioterapia dopo gli esercizi, e nei momenti di dolore è un valido aiuto


In sintesi :

- Micromobilizzazione omero e scapola;
- Mobilizzazione passiva dell’articolazione / rotazione interna e abduzione protette;
- Mobilizzazione autoassistita in flessione ed extra rotazione;
- Esercizi pendolari di CODMAN;
- Esercizi attivo-assistiti e attivi per fissatori della scapola;
- Idroterapia; crioterapia

2a FASE : 4a – 8a settimana, coincide con l’abbandono del tutore.

In tale fase continuano le micromobilizzazioni per cercare di detendere la capsula ed i tessuti molli per favorire il recupero di gradi articolari.

La mobilizzazione attivo-assistita progredisce gradualmente sempre più verso l’attiva e continua la mobilizzazione auto-assistita in flessione ed extra-rotazione (anche con carrucole e skateboard) ed extrarotazione.

Possono venire introdotti esercizi contro resistenza elastica leggera per i fissatori della scapola e stretching.

Gli intra-extra rotatori possono iniziare a lavorare in isometrica, mentre si consiglia di aspettare la 6a settimana prima di proporre esercizi isotonici attivi in intra-extrarotazione, evitando di eccedere nelle ripetizioni poiché notevolmente irritanti per la cuffia operata.

Dalla 6a settimana si favoriscono esercizi in adduzione sul piano orizzontale.

Riassumendo :

- Continua il lavoro di micromobilizzazione e mobilizzazione passiva sul lettino, ora è possibile aggiungere l’abduzione e la rotazione interna;
- La mobilizzazione attivo-assistita progredisce sempre più verso quella attiva;
- Esercizi contro resistenza elastica leggere dei fissatori della scapola;
- Stretching;
- Lavoro graduale degli intra-extrarotatori,prima isometrico e poi contro resistenza manuale;
- Lavoro graduale in adduzione sul piano orizzontale;
- Continua lavoro in acqua per la ricerca del massimo ROM

3a FASE : 8a – 12a settimana

Continua la mobilizzazione sul lettino ed i carichi per il lavoro muscolare possono essere aumentati anche con l’utilizzo di macchine per un completo rinforzo della muscolatura della spalla. Può essere introdotta l’abduzione attiva. Esercizi di destabilizzazione ritmica della spalla e di propiocezione sono utili in tale fase per il recupero funzionale.

- Mobilizzazione sul lettino;
- Abduzione attiva;
- Destabilizzazioni ritmiche;
- Rinforzo completo muscolatura spalla

4a FASE : 12a – 16a settimana

Ripresa funzionale della spalla nelle normali attività quotidiane, Va rimandato comunque il ritorno alle competizioni sportive al trascorrere dei sei mesi dall’intervento

- Esercizi di lancio e presa con forza crescente
- Esercizi specifici dello sport praticato
- Allenamento isocinetico dal 4° mese

E’ utile effettuare a 6 mesi circa dall’intervento un test valutativo isocinetico per chi desidera riprendere le competizioni e sconsigliare queste ultime se il braccio non ha recuperato il 70% della forza rispetto al controlaterale.

Nel caso di paziente anziano è fondamentale continuare gli esercizi di mobilizzazione per evitare l’instaurarsi di pericolose rigidità.


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