BODY & CROSS

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Gli sport motociclistici fuoristrada:
il parere del medico sportivo

BODY AND CROSS - 1a Puntata

a cura del Dr. ALBERTO GOBBI

Gli sport motociclistici sono tradizionalmente considerati tra le attività sportive di destrezza in cui l’abilità tecnica, ai fini della prestazione riveste un ruolo preminente rispetto alle doti atletiche.

Pur riconoscendo il notevole contributo che l’abilità personale e la tecnica di guida forniscono al risultato della prestazione, bisogna sottolineare l’importanza sempre maggiore negli ultimi anni, di una buona condizione atletica: soprattutto nel “fuoristrada motociclistico di prestazione” essa assume particolare rilevanza.

Negli anni si è assistito ad un livellamento tecnico-qualitativo dei mezzi meccanici e all’acquisizione delle migliori tecniche di guida da parte della quasi totalità dei piloti d’élite.

Pertanto è posta in risalto, come discriminante, la capacità atletica del pilota, il quale deve essere in grado di utilizzare le ottimali tecniche di guida senza che il suo gesto si modifichi a causa della fatica, durante lo svolgersi della gara.

La medicina dello sport si è da sempre dedicata allo studio delle caratteristiche delle varie forme di locomozione umana, allo scopo di consentire il superamento dei limiti imposti dalla macchina umana e dall’ambiente in cui si muove, meno però si è interessata alla valutazione dell’atleta pilota di veicoli a motore.

In particolare negli sport motociclistici la ricerca ha sempre avuto come obbiettivo il miglioramento del mezzo meccanico, considerando il pilota importante solo sul piano tecnico – tattico.

Non dobbiamo però dimenticare che spesso le caratteristiche fisiche del pilota costituiscono proprio il fattore che può limitare la prestazione del mezzo meccanico.

L’atleta motociclista che pratica lo sport del fuoristrada conosce bene la sensazione determinata dalla “fatica”, ovvero quel complesso di fenomeni che si manifestano in un soggetto in seguito ad una attività fisica superiore a quella a cui è abituato.

La fatica acuta è una sensazione spiacevole determinata da un concorso di diversi fattori:

· Quando compiano uno sforzo intenso, aumenta il fabbisogno di ossigeno e di sangue all’interno dei muscoli e si determina quindi un aumento degli atti respiratori e delle pulsazioni cardiache. All’interno dei muscoli avvengono complesse reazione biochimiche volte alla produzione di energia e proprio come un motore brucia una miscela di aria e benzina, così il nostro muscolo utilizza zuccheri e grassi: se l’azione muscolare è troppo prolungata o lo sforzo troppo intenso, si determina accumulo di scorie (nel nostro caso acido lattico) ed un esaurimento delle riserve energetiche immediatamente disponibili che rendono impossibile il proseguimento dell’esercizio. L’allenamento specifico migliora la capacità dell’organismo a sopportare uno sforzo intenso, sia incrementando la possibilità di lavoro muscolare sia rendendo più fluido e proficuo il movimento, adattandosi al gesto atletico dello sport in questione.

· Ogni attività sportiva inoltre ha caratteristiche peculiari che fanno sì che un individuo possa essere più o meno portato nello sport specifico: non sempre il pilota più dotato di talento naturale riuscirà ad eccellere, in quanto chi si applica seriamente e si allena con profitto può raggiungere risultati migliori di chi ha doti naturali ma le esercita solo in parte.

Parlando di sport in moto, nel fuoristrada troviamo discipline che si differenziano notevolmente l’una dall’altra per cui l’allenamento consigliato al pilota di motocross sarà differente rispetto a quello del trialista o del pilota di rally.

Un pilota che pratica motocross a livello mondiale imposterà il suo allenamento in modo da poter dare il meglio delle sue capacità per circa 45 minuti di gara: il suo programma dovrà inoltre tenere presente altri fattori quali lo stress, la possibilità di lotta corpo a corpo con un avversario e le possibili condizioni ambientali e di terreno di gara. Infatti la guida su terreno duro richiede uno sforzo differente rispetto a quella su sabbia e grandi buche.

Viceversa il pilota di trial cercherà di sviluppare maggiormente la capacità di sopportare sforzi di minore entità per tempi più lunghi curando il gesto tecnico specifico in moto che richiede agilità e forza esplosiva per pochi minuti necessari al completamento della prova.

Vogliamo quindi sottolineare ancora una volta quanto risulti imprecisa la consuetudine di classificare tutti gli sport motociclistici come attività di sola destrezza.

Concludendo queste brevi note riguardo all’allenamento del pilota fuoristrada indichiamo i principi base su cui dovrebbe essere impostato un programma di preparazione atletica:

1. Miglioramento della resistenza allo sforzo specifico

2. Incremento della forza muscolare soprattutto nei distretti corporei sottoposti a maggiore stress.

3. Affinamento delle doti di destrezza e coordinazione, mobilità articolare e flessibilità.

L’opera del medico dello sport che assiste i motociclisti ovviamente non si limita solo alla preparazione atletica, ma devono abbracciare a 360° le necessità dell’atleta.

L’alimentazione, ad esempio, è stata a lungo tempo caratterizzata da empirismo e pregiudizi, nonostante oggi si sia compreso che essa costituisce un fattore molto importante ai fini del rendimento fisico.

Lo stretto rapporto tra alimentazione, salute ed efficienza fisica ha infatti influenzato nel bene e nel male il mondo dello sport fin dall’antichità. Ancora oggi in alcuni ambienti c’è la tendenza ad illudersi di poter trasformare un atleta mediocre in un campione semplicemente modificandone la dieta od introducendo ‘magici’ integratori.

La realtà è ben diversa. Il regime nutrizionale di un atleta è importante, ma la qualità della prestazione sportiva dipende in gran parte dalle caratteristiche genetiche e dall’allenamento dell’atleta.

Il principio generale cui uniformarsi è che l’alimentazione deve essere equilibrata, bilanciata ed, ove necessario, integrata.

Gli sport motociclistici rappresentano attività in cui il complesso uomo – motocicletta sfida continuamente le leggi della gravità in una spasmodica ricerca della massima velocità nell’affrontare una serie di ostacoli la caduta fa quindi parte integrante del fuoristrada!

Il nostro compito di medici sportivi comprende quindi l’evento ‘caduta’ e le possibili conseguenze: è quindi fondamentale istruire il pilota su come proteggere i distretti corporei più a rischio e, quando necessario, curare al meglio il trauma riportato.

Il medico dello sport deve comprendere, ed ove possibile assecondare il desiderio innato dello sportivo di ritornare al più presto possibile all’attività e quindi nel nostro caso ‘in moto’ .

E’ fondamentale instaurare con l’atleta infortunato un rapporto incoraggiante e lottare con lui, aiutandolo a ritrovare le condizioni primitive, meglio ed il più presto possibile.

E’ indispensabile una perfetta conoscenza da parte del medico delle singole discipline, date le grandi diversità esistenti tra motocross, enduro, rally e trial.

Ci sembra giusto consigliare ai giovani che si accostano al fuoristrada una accurata vista medico – sportiva ed un incontro preliminare con un istruttore federale, onde poter meglio illustrare al giovane atleta ed ai suoi genitori le peculiarità dello sport che intende praticare .

Vogliamo inoltre ricordare ai numerosi allenatori che molti sono tuttora i problemi non chiariti circa i fattori limitanti le capacità di compiere un esercizio fisico specifico come la guida di una motocicletta nel fuoristrada e solo con un costante aggiornamento.

Evitando di assumere posizioni ‘estreme’ potranno consentire ai propri atleti la pratica dello sport motociclistico ad alto livello, mantenendo la possibilità di infortunio entro un accettabile valore di rischio.


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