NORME DI PREVENZIONE E PRONTO SOCCORSO

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NORME DI PREVENZIONE E PRONTO SOCCORSO
a cura del Dr. ALBERTO GOBBI

Nel motocross il complesso uomo-macchina sfida le leggi di gravità, in una continua ricerca della massima velocità nell’affrontare l’ostacolo: la caduta fa parte integrante dello sport motociclistico poiché in moto non sarà mai possibile non cadere. Il nostro compito, come medici sportivi è di porre il pilota nelle migliori condizioni fisiche con una adeguata preparazione atletica, tale da aumentare le possibilità di controllo del mezzo meccanico. Bisognerà tenere presente la sempre reale possibilità di caduta e quindi proteggere idoneamente i distretti ‘a rischio’. Dovremmo inoltre studiare attentamente il percorso di gara e, ove possibile, agire in modo da diminuire le conseguenze di una caduta. Il secondo compito, non il primo, è di curare al meglio le lesioni conseguenti l’incidente, cercando di comprendere il desiderio, da sempre innato nello sportivo di tornare all’attività. Il traumatologo deve mostrare un quadro veritiero della situazione anatomo clinica ed essere in grado di offrire le proprie prestazioni terapeutiche, istituendo un rapporto incoraggiante nei confronti dell’atleta traumatizzato, lottando insieme per far si che l’atleta ritorni nelle condizioni primitive meglio e più presto possibile. Complessi e vari sono quindi sono quindi i compiti del medico dello sport e dell’ortopedico che si dedica all’assistenza dei piloti.

1. PREPARAZIONE ATLETICA

2. PREVENZIONE PRIMARIA E SECONDARIA

3. ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO

4. CURA DELL’INFORTUNATO

5. RIABILITAZIONE E REINTEGRO NELLA PRATICA SPORTIVA.


Come devono comportarsi gli organizzatori, amici o accompagnatori del pilota in caso di incidente durante un allenamento:


COSA E’ BENE CHE CONOSCA IL PILOTA:

§ Cos’è il motocross (sia sotto il profilo psico-motorio che sotto l’aspetto di gratificazione e rischio)

§ Preparazione psico-fisica

§ Norme di vita globali dell’atleta

§ Organizzazione attività sportiva (parte tecnica più attività specifica)

§ Motivazione agonistica


COSA E’ BENE CHE CONOSCA L’ORGANIZZATORE:

§ Mondo dei piloti di motocross (emotività, rischi, esigenze)

§ Caratteristiche del tracciato idonee a seconda del tipo di classe di competizione ed effettuare un continuo aggiornamento

§ Come ridurre il possibile numero di incidenti (tracciato, visibilità, personale addetto ai servizi in pista)

§ Organizzare un adeguato servizio di pronto soccorso (infermeria da campo, personale, trasporto e collegamenti con l’ospedale più vicino)

§ Invogliare il pubblico e i piloti a massicce partecipazioni, influenzando cioè l’interesse e quindi la crescita professionale dello sport


COSA E’ BENE CHE CONOSCA L’ACCOMPAGNATORE

§ Affinità con il pilota: saper conciliare , ascoltare e parlare

§ Conoscenza del mezzo tecnico, del gesto sportivo e dell’allenamento del pilota

§ Nozioni di pronto soccorso

PREVENZIONE DELL’INFORTUNIO:

Prevenzione primaria

Interventi che possiamo operare sul pilota, sul mezzo e sull’ambiente per aver minor numero di incidenti comprende l’allenamento psico-fisico e tecnico del pilota e la cura nella scelta dell’abbigliamento e protezioni varie (es. ginocchiere). Interventi sull’ambiente: porre attenzione alla presenza di alberi o reti ai bordi del tracciato, paletti di legno ecc.

Prevenzione secondaria

Limitare al minimo le conseguenze sull’infortunio avvenuto (pronto soccorso, trasferimento presso un centro specializzato, cure successive)

NORME ELEMENTARI DI PRONTO SOCCORSO

Conoscere esattamente l’abbigliamento del pilota così da poter accedere alle zone colpite senza far compiere movimenti forzati di flessione e torsione della colonna e degli arti del pilota colpito.

Distenderlo su un piano rigido, togliere il casco, se stretta tagliare la maglia, slacciare la pettorina, controllare l’attività cardiaca e respiratoria ed eventuali perdite di sangue. Eseguire un esame di tipo sensorio: interrogare il pilota sulle modalità dell’incidente e sulle zone dolenti. In seconda istanza si dovrà trasportare adeguatamente, in barella, l’infortunato al pronto soccorso più vicino.

In caso di lesioni gravi, di incoscienza del pilota, assenza della funzione cardio-respiratoria, intraprendere la rianimazione.


Iniziamo quindi con il vedere come si conduce la respirazione artificiale.

1. Flettere la testa dell’infortunato all’indietro con iperestensione del collo per promuovere la pervietà delle vie aeree.

2. Respirazione bocca-naso: chiudere la bocca dell’infortunato con la mano, applicare la bocca aperta dopo aver inspirato profondamente ed immettere l’aria nei polmoni dell’infortunato. Si deve quindi osservare il successivo abbassarsi della gabbia toracica e dell’addome.

3. Respirazione bocca-bocca: la posizione della testa è immutata, le narici vengono chiuse tra pollice e indice del soccorritore che appoggia la propria bocca su quella del sinistrato ed immette il proprio respiro. Se la respirazione artificiale ha successo, si noterà il ritorno del colore della pelle alla normalità, soprattutto al letto ungueale, ai lobi delle orecchie e alle labbra.


Parliamo ora di rianimazione cardio-polmonare e massaggio cardiaco.

Il soccorritore deve mantenere la testa estesa e cercare il poso carotideo posando l’indice e medio sulla laringe del paziente (pomo d’Adamo): quindi si farà scorrere lateralmente con una leggera pressione sul collo. Se il polso carotideo manca si deve iniziare subito il massaggio cardiaco. Se il circolo si arresta improvvisamente, in 15 secondi circa si perde conoscenza, si ha boccheggiamento agonco per 30/60 secondi dopo si ha apnea. La rianimazione va iniziata immediatamente.



TECNICA DELLA CIRCOLAZIONE ARTIFICIALE

Porsi al fianco dell’infortunato, appoggiare il palmo delle due mani sovrapposte sulla metà inferiore dello sterno. Premere su questo spingendolo verso la colonna per circa 4-5 cm.. La forza varia a seconda della persona, ma non deve essere superiore a quella necessaria per spostare lo sterno di 4-5 cm. La pressione sullo sterno viene mantenuta per circa ½ secondo. Si rilascia poi rapidamente e si attende ancora ½ secondo per consentire il riflusso di sangue sul torace.

Si ripete quindi la manovra a ritmo più rapido. Vanno eseguite circa 60 compressioni al minuto, alternando ogni 15 compressioni due rapide insufflazioni polmonari. Ogni 2 minuti controllare l’eventuale ritorno del polso spontaneo. Durante la ventilazione la testa dell’infortunato va mantenuta iperestensa. I due soccorritori dovrebbero porsi a fianco del paziente uno di fronte all’altro. Se il rianimatore fosse uno solo cercherà di effettuare circa 80 compressioni al minuto e le due insufflazioni profonde verranno eseguite in rapida successione (senza lasciare ce il paziente espiri completamente tra una e l’altra)

Ogni uno-due minuti si controllerà se il polso riprende. Una volta che il paziente sia tornato ad una respirazione spontanea, lo si porrà in decubito laterale di sicurezza e si controllerà la respirazione. Chi possiede nozioni di rianimazione resterà sempre accanto all’infortunato. Glia altri cercheranno di mettersi in contatto con un’unità di pronto soccorso affinché il pilota giunga nel centro più idoneo nel minor tempo possibile.

In caso di incidente grave, prima di muovere il ferito occorre accertarsi bene delle sue condizioni e soprattutto controllare la pulsazione cardiaca tastando con i polpastrelli delle dita il polso dalla parte del pollice ed eventualmente fosse troppo debole si dee inginocchiarsi accanto al ferito, posare tre dita a lato del pomo d’Adamo (come da figura).

Qualora il ferito non mostrasse segni di battito cardiaco e di respirazione occorre passare alla tecnica del massaggio esterno: le sequenze dei disegni qui riprodottida sinistra verso destra, indicano

A: per identificare il punto corretto per il massaggio, palpare l’incisura soprasternale e la base dello xifoide, trovare il punto di mezzo fra i due reperi ed esercitare la compressione sulla metà inferiore.

B: In alternativa, trovata la base dello xifoide, misurare due dita trasverse cranialmente a questa e appoggiare la palma della mano sulla metà inferiore dello sterno.

C: posizione del corpo e delle mani per il massaggio cardiaco esterno. Comprimere in verticale verso il basso, sfruttando in parte il peso del corpo. Mantenere le braccia tese ed evitare che le mani tocchino le coste. Nel riquadro: posizione alternativa delle mani per il massaggio esterno, effettuato con la palma della mano che sta sotto e tenendo le dita intrecciate.


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