LA PROTEZIONE DEL PILOTA FUORISTRADA

(A PROPOSITO DI SPORT => )

a cura del Dr. ALBERTO GOBBI

L’abbigliamento del pilota di fuoristrada, deve rispondere a dei requisiti fondamentali:

1. Proteggere le parti vitali del pilota nell’urto con il terreno in caso di caduta.

2. Riparare il corpo da sassi e terriccio scagliato dai conduttori che precedono

3. Consentire una buona traspirazione e ventilazione.

4. Essere il più leggero possibile e facilmente tagliabile o asportabile in caso di incidente.

5. Non deve inoltre ostacolare la completa mobilità di capo, tronco ed arti, indispensabili per poter controllare la motocicletta nella pratica del fuoristrada.

Vediamo brevemente di che cosa si compone l’abbigliamento del pilota:

CASCO: rappresenta la più importante protezione del pilota; deve infatti proteggere il contenuto della scatola cranica, non solo in caso di urto diretto ma deve anche smorzare l’energia una brusca accelerazione o rallentamento, impedendo che il cervello si comprima anche in assenza di impatto. La protezione da un urto diretto è fornita dalla calotta esterna, l’assorbimento della forza d’urto avviene invece grazie all’imbottitura del casco: le cellule che compongono il materiale di imbottitura vengono compresse deformandosi così come avviene nelle moderne carrozzerie delle auto per allungare il tempo d’urto diminuendo l’energia. Infatti l’interno della calotta è costruita da materiali a densità differente.

I caschi migliori sono quelli che arrecano meno stress al collo.

Il peso medio dei caschi in fiberglass omologati SNELL è circa 1500 grammi. Normalmente il capo pesa circa 5 kg, ma noi non avvertiamo il peso direttamente sulla testa. Se sentiamo la tensione sul collo dovuta al peso del casco, potrebbe significare che l’aderenza non è buona, consentendo del gioco tra casco e testa

2. OCCHIALI: devono essere leggeri, consentire una ottima traspirazione, inserirsi perfettamente nel contorno del casco ed avere la possibilità di applicare più lenti in modo da consentire la visibilità anche quando vi sono schizzi di fango.

3. PARASCHIENA: frequentemente esposta ad urti diretti oltre che a forze compressive la colonna vertebrale non è adeguatamente protetta dal comune abbigliamento. Per ciò che concerne le forze compressive od i momenti torcenti che si scaricano sulla colonna vertebrale è possibile intervenire con protezioni esterne solo in parte, parlando invece di traumi diretti riteniamo che sarebbe utile inserire sotto la pettorina apposite protezioni fatte a squame di pesce in modo da riparare soprattutto il tratto dorsale.

PETTORINA: deve proteggere il torace da pietre scagliate dagli altri conduttori, spalle, schiena e la parte superiore del braccio in caso di caduta. Non deve assolutamente ostacolare l’articolarità del braccio. Purtroppo sono pochi i piloti che la utilizzano in quanto ritengono che ostacoli i movimenti delle braccia. Sarebbe utile verificare se realmente la pettorina arreca impedimento al pilota o se sono altri i motivi che inducono a non utilizzarla.

SALVARENI: oltre ad una azione protettiva dei visceri ed organi addominali, rappresenta un insostituibile aiuto per la colonna lombo sacrale. Una fascia salvareni costruita correttamente agisce con effetto contenitivo dell’addome, determinando un aumento di pressione e quindi uno scarico delle strutture discali, ossee e legamentose della colonna.

GINOCCHIERE: il pilota di motocross indossa comunemente sotto al pantalone delle protezioni per la tibia ed il ginocchio costruite in materiale plastico imbottito con un elastico posteriore che le mantiene in posizione; offrono protezione in caso di caduta od urto diretto del ginocchio contro un ostacolo. Proteggono anche la tibia all’emergenza dallo stivale. Nessuna protezione invece garantiscono al ginocchio in caso di movimento torsionale od iperestensione. Negli ultimi anni si è diffuso l’uso di specifiche ginocchiere articolate realizzate in materiale plastico od in fibra di carbonio per il ginocchio dell’atleta. Offrono una migliore protezione al ginocchio limitando le torsioni della tibia sul femore ed il movimento di iperestensione del ginocchio. Purtroppo la maggioranza dei piloti che utilizza queste ginocchiere lo fa perché ha già subito importanti lesioni alle ginocchia, anziché a scopo preventivo.

7. PANTALONI: un tempo esclusivamente in pelle con robuste protezioni inserite sulle ginocchia ed ai fianchi, sono oggi costruiti in fibre sintetiche altamente resistenti, leggere, traspiranti ed ignifughe. Le zone più esposte ad usura prevedono inserti in goretex o kevlar. Alcune ditte realizzano oggi specifici modelli per chi indossa ginocchiere articolate in modo da non ostacolare il movimento del ginocchio e da garantire una lunga durata del pantalone che viene ad essere particolarmente sollecitato dagli snodi della ginocchiera.

SLIP – BOXER ANATOMICI: gli indumenti intimi rivestono notevole importanza da un punto di vista igienico e protettivo per lo sportivo. Sono stati oggi rivalutati e sono i proposti interessanti “sotto pantaloni” contenitivi con specifiche protezioni.

9. STIVALI: oltre a proteggere il piede e la caviglia dai traumi cui sono esposti, devono garantire la massima sensibilità sui comandi (freno post. e cambio). Lo stivale deve offrire protezione e leggerezza; impermeabilità e traspirazione oltre a consentire una buona mobilità della articolazione tibio-tarsica. Presentano dei rinforzi in specifiche zone del piede e della gamba.

10. GUANTI: devono offrire una ottima presa sul manubrio anche in caso di pioggia, essere leggeri ma robusti all’usura soprattutto nella regione palmare.

11. MAGLIA: realizzata in nylon leggerissimo per consentire un’ottima ventilazione, a volte presenta imbottiture ai gomiti, del tutto insufficienti a proteggere. A tale proposito è da notare che non si è ancora riusciti a realizzare una protezione per gomito ed avambraccio, poiché quelle esistenti non abbinano la praticità alla robustezza.

CONCLUSIONE

Spesso il giovane che si accosta allo sport del fuoristrada è guidato dall’entusiasmo e dallo spirito di emulazione del grande campione, logico quindi che ambisca a vestirsi come un il suo idolo privilegiando l’aspetto estetico alla sicurezza; il campione cade con minor facilità e quindi, a torto od a ragione, talora non utilizza alcune protezioni; sarà quindi, molto importante consigliare il giovane alle prime armi spiegando l’importante funzione svolta dalle protezioni nel prevenire incidenti. D’altro canto, le aziende che costruiscono abbigliamento specifico per il fuoristrada, dovrebbero investire una parte del loro impegno nello studio di particolari costruttivi volti ad aumentare la sicurezza e non privilegiare solo scelte cromatiche di effetto che rendano il capo più piacevole.


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